Una notte in biblioteca ad Anzola. Trenta bambini ascoltano le storie di Sergio Guastini

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“Un circolo senza fine, dove una storia ne racchiude un’altra e un’altra ancora, e dove gli ascoltatori della prima non sono che i protagonisti di una seconda che li racchiude tutti alludendo forse anche al ruolo dei lettori.”
(Franco Manni, “Introduzione a Tolkien”)

“Il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia.”
(Aristotele, “Metafisica”)

Erano dieci anni che Ulisse assediava Troia con gli altri achei; la città, però, resisteva oltre ogni limite.
Ulisse era preoccupato, perché i suoi guerrieri si erano stancati di aspettare.
Per sua buona sorte Ulisse possedeva nella stiva della sua nave da guerra una biblioteca.

In un pomeriggio silenzioso, quando tutti dormivano, cercò con cura il libro che gli desse una soluzione e alla fine scoprì l’idea che gli occorreva sfogliando un libro di mitologia greca con le figure.

In una delle illustrazioni Ulisse vide un grande cavallo di legno.
Non per niente, il suo appellativo è stato e sarà in eterno: Ulisse l’astuto.
Se lo fu, lo fu per merito dei libri.

Sergio Guastini, mentre racconta la sua storia su Ulisse attraversa gli spazi vuoti lasciati da trenta sacchi a pelo sparsi per la stanza; corre, saltella nello spazio come un folletto rispettando i canoni di quello che ogni cantastorie (o poeta, o filosofo) conosce a memoria per non stancare il suo pubblico:

provocare continuo stupore
variare senza fine gli argomenti
portare esempi pratici della parole mostrando le pagine dei libri, oggetti evocativi, e altro ancora.

Ulisse legge l’Odissea che narra la sua storia e trova la soluzione per entrare nella città inviolata: tautologia che è metafora della matrice delle storie di tutti i tempi e di tutti i luoghi, che alla fine
(o all’inizio?)
diventano una storia unica, un ipertesto che si estende, si ramifica in ogni direzione senza limiti.

Chiunque può continuare una storia, immaginare una storia precedente o successiva di qualunque personaggio

(lo spin-off delle serie tv di oggi).

Ne La storia infinita di Michael Ende il mondo che sta per disintegrarsi si ricrea quando la storia più antica si ricongiunge con il seme della storia più fresca: l’ultimissima narrazione inventata da un bambino.

Stephen King in On writing scrive che tutte le storie esistenti si possono ricondurre, alla fine, a soltanto cinque o sei trame principali.

Sergio Guastini, Esperto in Storie e Libri Fatati, è stato nella fantasmagorica biblioteca di Anzola venerdì 14 novembre incatenando l’attenzione di 30 bambini e bambine dagli 8 agli 11 anni a delle storie dalle 21.00 all’1.20 di notte.

Ha srotolato il libro più lungo del mondo sul pavimento.

Ha scatenato velieri, mummie, draghi aprendo libri pop-up della sua collezione.

Ha mostrato un dizionario swahili-italiano con illustrazioni

se ci sono i disegni è più facile!!!!!

Ha portato un libro fatto con la cacca degli elefanti.

Ha cantato una canzone.

Ha recitato filastrocche di Bruno Tognolini.

Ha dimostrato con libri, libriccini, libricciuoli e libroni la tesi su cui si fonda il suo lavoro che è un lavoro, certamente: ma è prima di tutto una missione:


Nei libri c’è tutto
I libri salvano la vita
Chi frequenta i libri è fortunato

Sergio Guastini naviga fra i libri con disinvoltura, li conosce a fondo, li ha letti, riletti, usati e consumati per decenni; li porta in tutto il mondo dentro affascinanti scatole di latta e consunte, li usa come pare a lui, perché crede nello statuto della massima libertà dell’immaginazione, che sarebbe bello e giusto governasse i mondi.

Il Maestro usa il noto libro per bambini E un punto rosso come portale per stimolare la fantasia dei giovani lettori che alla sua domanda
che cosa vi ricordano queste figure in rilievo?
hanno risposto:
nuvole
barche che girano
serpenti
pianeti
girini
piste di pattinaggio
stelle nel cielo
bolle
onde intrecciate
molle

Nella tarda ora i bambini sono stati invitati ad appoggiare il palmo della mano sulla torcia elettrica (che era stata inclusa nel vademecum da portare con sè, insieme a sacco a pelo, cuscino e un libro preferito), ad accenderla, poi a dirigere tutti insieme le luci sul soffitto per combattere la guerra spaziale.

L’ultima storia è stata la lettura completa de Gli Sporcelli di Roald Dahl.

Molti dei ragazzini sono rimasti svegli fino alla fine del racconto, per sprofondare nel sonno come si deve: e cioè seguendo la bussola di una storia.

Alla fine di questa notte straordinaria, nella stanza riempita dai sacchi a pelo e dai sogni dei bambini, dalle tende aperte della biblioteca è arrivato il chiarore del primo sole.

Un bambino con il caschetto biondo ha sussurrato a noi adulti:
Maestra, guarda, l’alba: è bellissimo!

Noi adulti (come diceva Saint-Exupéry) non pensiamo quasi mai davvero alle cose importanti, o ci pensiamo; ma non troppo spesso.

Noi adulti non avevamo immaginato che molti di questi ragazzini, un’alba non l’avevano ancora mai vista nascere.

Foto di Liana Pozzi, Andrea Bergamaschi, Maria Teresa Cizza.
Grazie a Liana Pozzi per il suo aiuto.
Magica colazione di bambini e genitori offerta dal Centro sociale ricreativo culturale Ca’ Rossa

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