Parola d’ordine, lasciapassare per la città invisibile

windows_of_portent_large-mike-worrall-600

La città ha due livelli. La città ha accessi misteriosi, ponti levatoi invisibili. Fiumi d’acqua fangosa ospitano nell’ombra coccodrilli e nutrie.
La città ha una stanza a pianoterra, scrivanie, mandarini, ascensori e buongiorno, salve, come stai? Ritmo di tacchi a spillo, uno, due, tre, quattro.

Potresti restare là dentro all’infinito, ma se hai sufficiente energia, apertura corretta del chakra del cuore, accedi alle scale labirinto.
La seconda qualità è il coraggio di lasciarti sorprendere.
Al secondo piano le persone che incontri nei corridoi mutano forma; sono bocche da sfamare, braccia da sostenere.

Mio marito non mi lascia lo spazio per dipingere, eppure l’ho sempre sostenuto, dice la bella donna con i capelli castani offrendoti un caffè metafisico.
Il suo bambino è biondo platino; e assomiglia a John Lennon.

grete stern.png

Un ragazzo magro dice: ho paura di morire ogni giorno. Per impedirlo, devo ripetere i gesti che faccio un numero esatto di volte, in multipli di tre.

Ad ogni bivio, qualcuno ha una storia da raccontare; lascia nel cavo delle tue mani le sue perle, ciottoli di fiume, noci, pepite d’oro. Una piccola croce di legno.

Io non ho paura di morire, invece, ho paura di non finire le cose da fare prima di quel giorno.

14034890_1051174068251686_2955857419618895847_n

 

Annunci

5 thoughts on “Parola d’ordine, lasciapassare per la città invisibile

  1. nelle prime frasi ti trovo tra Calvino e De chirico, poi diventi solo tu, con il tuo linguaggio trasognato eppure così concreto (ad ogni bivio qualcuno….lascia nel cavo delle tue mani le sue perle, ciottoli di fiume, noci, pepite d’oro. una piccola croce di legno). La citazione tra parantesi mi ha fatto pensare agli sconosciuti che ci capita d’incontrare e che noi trasformiamo in storie, anche solo pensate.
    quanto alla chiusa mi chiedo se la paura di morire non sia (o non dovrebbe essere) altro che l’angoscia di non finire le cose.
    ml

    Mi piace

    1. mi piace che si possa pensare che gli sconosciuti ci passino solo accanto (e noi immaginiamo la loro storia). Che raccontino o possano non raccontare. Cosa si rivela del mondo? quanto ci interessa? quanto siamo pronti ad ascoltare? a volte mi sembra che si passi la vita ad accumulare esperienze, libri, film e tanto altro per poter ascoltare meglio gli altri e comprendere le storie che nascondono. Grazie del commento

      Mi piace

  2. Sono d’accordo con te! Quante storie vivono dentro lo sguardo di persone che consideriamo semplici passanti. C’è una bellissima scena del film “La leggenda del pianista dell’oceano” di Tornatore, dove Novecento, pianista straordinario, dimostra di riuscire a cogliere la storia, il vissuto, delle persone presenti in sala.
    Quanta ricchezza che purtroppo spesso perdiamo!
    Adriana Pitacco

    Mi piace

    1. buongiorno Adriana
      oltre alla scena che ricordi mi hai fatto venire in mente il film di Wenders “Il cielo sopra Berlino”. Gli angeli riescono a sentire i pensieri degli umani.
      Per accedere alle storie occorre fare solo, secondo me, molta attenzione 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...