La biblioteca dei bambini

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In questi giorni con i risvolti spiegazzati, disordinati, impegnati fino all’altezza del cuore, i bambini nella biblioteca spadroneggiano.

Dalla porta a vetri, entrando a passetti indecisi, o distratti, o imperiosi come cavalieri di Malta loro trovano ogni giorno alle due postazioni di fronte due gatti di Alice, con il sorriso e tutto.

Mentre vado a cercare Il cavaliere inesistente nella sezione piccoli, di fronte all’archivio incrocio due ragazzini indiani, pensosissimi, che cercano il libro preferito nelle edizioni Salani.

Uno è mezzo inginocchiato, con le braccia distese davanti a sè come un monaco in preghiera.

Sfilo fra i volumi finiti nell’angolo più polveroso e buio della sala di libri per ragazzi un Incompreso, stessa taglia e stessa copia di quello letto settantavoltesette da bambina.

Provo a immaginare cosa faceva scoppiare dietro la mia fronte il disegno in copertina del bambino rifiutato dall’amore del padre.

I genitori credono di acquistare per i figli libri inoffensivi ma nel nido delle pagine alloggiano ammonimenti severi, e le indicazioni per il destino profetico di ragazze con la coda, che imparano la vita prima di percorrerla, con la schiena curva sulle copertine rigide.

Chiara, di undici anni, è una lettrice autentica e clandestina, con grandi passioni.

Le chiedo ad un tratto quale sia il libro che preferisce fra tutti, e lei mi indica esitante e franca Matilde di Dahl.

Naturale, io ritengo, che si sia specchiata dentro gli occhi incandescenti di M.

Mentre parla non trattiene un guizzo nella bocca.

Forse, si rende conto di essere stata avvistata e riconosciuta da una Sorella.

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