Davanti al mare

Rivedrò le scogliere gemelle
sulla linea topazio
affilate come pugnali
o come due sogni uguali nella stessa notte.

Sorpresa da come si vola
con tutto il corpo
praticherò aggiustamenti da astronauta
nel cielo del minotauro.

Non smetterò di ridere, mai
per tutto il tempo
finché avrò lasciato le ossa sulla sabbia
accanto a una medusa.

Continuerò anche nel dopo, quando tutti credono
che la vita si plachi.
Ma non è un lago: è il mare.

Di nuovo ti racconto
del sole di stamattina
dell’ inebriante lotta con l’angelo
che ha smesso di fare il muso:
è sceso in campo, finalmente
lasciando orme sulle dune.

Angelo, ho imparato a usare le ali precarie
dal fondo so risalire alla montagna più alta.

Il ragazzo riccioli d’erba
principe degli opposti
risponde, e stavolta non scherza:

Giochiamo a chi arriva prima
alla vetta del cielo.

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