Il segreto

Il fiore sognato scalda la mattina
ha suonato per ore sulle palpebre chiuse
un contrabbasso.
Tu sei nata per svelare i segreti
per aprire le finestre sbarrate
cambiare l’aria della stanza
e i sentimenti dei reclusi.


Ma a metà del cammino l’ordine
è stato cambiato:
“Occorre apprendere su cosa tacere”.


Si tace sul lenzuolo steso sul letto
sulla striscia di luce apparsa sul muro
sui libri che resteranno senza padrone
sulla musica della notte.


Sorrideva riempiva tutti gli spazi
assegnava i compiti:
a cosa serve il pettine
la farina
chi brinderà con il calice
chi apparecchierà la tavola.


La piccola città è una soglia.
Nella città c’è un’antica dimora
con un portone di legno
in cima alla scala c’è un quadro
dove uno sconosciuto ha dipinto
la piccola città.


Le case si stringono
le une alle altre
si fanno forza gli alberi, il vecchio cortile.
La fontana, il pergolato, le tegole del tetto
si consolano a vicenda.


Nelle capitali dei poveri di spirito
nessuno insegna a ricordare cosa succede
quando si vola
e perché un fiore bianco non può fare a meno
di sorridere.

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