I sogni di Paris

Un muro infinito di gesso dipinto
una scala di legno fra i rovi
stai salendo verso la cima, Paris
verso la cima della torre, o verso il cielo?

Due draghi sorvegliano il giardino
per non farti tornare sulla terra
hai dimenticato i fiori
l’acqua della fontana da lassù non si sente
né il mormorio delle voci umane.

Paris, salendo ha scordato
il primo amore
l’ombrello
la torcia
gli anni perduti
ha scordato perché sale
perché sale.

Non ci sono draghi dipinti nel giardino
sulla cima della torre c’è una fontana
sulla cima del cielo ci sono altre voci
il mondo è capovolto
il mondo è la tua casa.

Ci sono cento torri, cento scale
Cento fontane.
Il sole è al centro
versa i suoi raggi misteriosi
abbevera le api e i fiordalisi
suo è il regno.
“Mi ricordo di tutto, adesso”. dice Paris con stupore.

Disse il maestro:
“Puoi creare qualsiasi forma con il pensiero.
Ecco: la scala è una porta
la stanza è un giardino”.

Paris è volata nei mondi senza nome
non l’abbiamo perduta.
Nel deserto delle Terre Rotonde ha imparato a parlare con i leoni e le piante.
E questo è solo l’inizio.

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