Notizie dalla foschia azzurra

Ti hanno detto che sei una chiave d’argento?
Ti è stato annunciato che sei un corpo poetico
che danza indolente come un’alga nel mare
trasparente di Moeb, nel primo cerchio dei dannati
per amore?
Ti è giunta notizia
nella contrada di Desert Home
che un cuore si è aperto come un cassetto cigolante
di legno tarlato e polvere
ti è arrivata voce che le lettere non partono mai?
Che non siamo conchiglie né eroi
ti è parso, dolcezza, che il vento conosciuto, familiare
smettesse di soffiare
come quando si abita nel paese dei morti?
Hai saputo, forse, da qualcuno
che il terreno fertile si è aperto nelle sue crepe principali
ti ha soccorso l’inverno in piena estate, mai?
Cerchi il significato della parola non data
girando in tondo, ma sono tempi grigi;
il pozzo è arido
il secchio è rotto
la foresta non si risveglia
è una falsa partenza
ma ad ogni modo credimi
ti sarà rivelato il senso, dèmone, angelo mio
non appena smetterai di cercarlo.

La resa

Si allarga in cerchi concentrici

nello spirito vivo del tronco

la fascia muscolare del tempo.

Maria,

sono apparsi i presentimenti nei sogni

in fila come soldatini colpevoli.

Ti cercano le nere stelle

a scuoterti i brividi del sonno.

Ma tu non appartieni al muschio della pietra

alla crisalide, al ferro, alla conchiglia

il bosco non ti prende per conservare la tua forma

non ti attraversa il campo.

Hai piuttosto un legame con il fuoco

sei innamorata del custode del passaggio segreto

consumata, disarmata, in allarme

ti hanno cambiato in freccia

scagliata ogni momento verso l’alto

da una volontà che non nasce dalla natura

ma altrove

dalla sfera che ti genera un’altra volta ancora

da mille anni e più

e ti governa.