La stanza grigia

Ad ogni buon conto
tu sei un appartamento
con molte stanze.


Nel soggiorno con scaffali pieni di libri
poltrone comode
mi hai invitato molte volte
per conversazioni amabili
sfide d’intelligenza.


Hai servito sul tavolo
spaghetti al pomodoro in piatti da osteria
per dividere con me l’amicizia
nella cucina abitabile.


Mi piaceva l’abbaino con i fiori
della tua mansarda:
potevo affacciarmi e guardare
con i gomiti appoggiati
un orizzonte ampio.


Un giorno ho aperto la porta
della stanza grigia.
Non c’erano le donne di barbablù
non ci avevi appeso trofei
o teste mozzate.


Ho visto un vaso di pandora
al centro del pavimento a mosaico.
L’ho scoperchiato, naturalmente:
è volato fuori un mare d’ insensibilità
la tua infanzia fatta a pezzi
e un vento freddo mi ha segnato il viso.


Sei un appartamento
con molte stanze, temperature diverse
verrò a trovarti ancora qualche volta.
Imparerò a difendermi dal vento.

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