“La prima colazione”, di Marco Pappalardo, un cortometraggio ispirato a un racconto di Patrizia Caffiero

“La prima colazione”
un cortometraggio di Marco Pappalardo liberamente ispirato a un racconto di Patrizia Caffiero

Il racconto “Prima colazione”, di Patrizia Caffiero, pubblicato nella raccolta “Incredibili vite nascoste nei libri”, edita da Musicaos Editore, ha ispirato un cortometraggio, scritto e realizzato da Marco Pappalardo.

Il regista Marco Pappalardo vive e lavora a Bologna dal 2000, è laureato in scienze del servizio sociale e lavora come assistente sociale. Dal 2016 crea, in collaborazione con la Biblioteca di Minerbio, il progetto de “I Videatori”, dove offre la possibilità a ragazze e ragazzi di imparare e sperimentarsi con il video, ritenuto uno strumento utile per proporre tematiche sociali ai più giovani in modo divertente. Un booktrailer realizzato con “I Videatori” si è classificato quarto, al Festival Mare di Libri di Rimini. Sul canale Youtube de “I Videatori” si possono visionare i vari cortometraggi e video realizzati in questi anni.

Il cortometraggio ‘La prima colazione’ è frutto di una sinergia con l’autrice del racconto Patrizia Caffiero e gli altri componenti dello staff (con la collaborazione di Erica Cameran, Marco Borio, Barbara Lanzoni) conosciuti presso il laboratorio teatrale condotto da Francesco Simonetta dei Cantieri Meticci di Bologna.

Gli interpreti del corto sono la stessa autrice, Patrizia Caffiero, con Ma Rea, Elia Quimey Bonafè e Carlotta Borio. Il racconto “Prima colazione” è incentrato sulla storia familiare di un bambino di nome Vince. Il piccolo ama suo padre ed è innamorato della sua bellissima mamma. Come ogni bambino della terra, vorrebbe che lei fosse felice. L’autrice, che nel racconto riesce a descrivere momenti familiari, anche difficili, ha incontrato la sensibilità del regista, che ha riletto la scrittura di Patrizia Caffiero realizzando la sceneggiatura originale de “La prima colazione”.

“La prima colazione”,

sceneggiatura: Marco Pappalardo
regia: Marco Pappalardo
interpreti: Patrizia Caffiero, Ma Rea, Elia Quimey Bonafè, Carlotta Borio
musiche: Jamendo.com
Parkside, Lucid Dreamer
Get Jazz – Geoff Harvey, Dark Mater

si ringraziano per la collaborazione: Erica Cameran, Marco Borio, Barbara Lanzoni

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“L’invenzione della solitudine” di Paul Auster: l’assenza del padre

Stamattina “Zona di disagio” ospita una mia recensione su Paul Auster e sul suo romanzo “L’ invenzione della solitudine”.
Scrivere recensioni mi piace QUASI come scrivere racconti. Soprattutto scriverle per la rivista “Zona di disagio” di Nicola Vacca, che ospita pensieri, riflessioni, collaborazioni “necessarie”. Chi scrive per queste pagine è appassionato di poesia, di Bellezza in modo disinteressato. Non è poco.
Oggi è uscita la mia recensione al libro di Paul Auster che preferisco: un pozzo nel deserto, una luce accesa nella penombra, la voce di un poeta che scrive per la prima volta un romanzo, e ci parla sommessamente di sé, della morte, dell’amore, del perdersi, del caso. Una summa dell’esistenza in poche pagine.

Leggete questo libro, e questa rivista

Zonadidisagio

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Nessun romanzo scritto da Paul Auster dopo “L’invenzione della solitudine” mi ha fatto innamorare dello scrittore come questo libretto, cominciato in modo dirompente dopo la morte del padre (1979); la sua prima prova di prosa, che pubblica nell’82.

La partitura de “L’invenzione della solitudine” è unica: la prima parte, “Ritratto di un uomo invisibile”, è raccontata in prima persona; la seconda parte, il “Libro della memoria” è scritta in terza persona. Il libro viaggia fra generi diversi: interrompono il ritmo della narrazione citazioni letterarie, brani cronachistici tratti da giornali, frammenti di diario, saggi.

Nel periodo in cui lavora al testo, Auster si occupa, fra altri, di Blanchot, che aveva introdotto il concetto di “scomparsa” intesa come funzione essenziale nell’organizzazione e nella costruzione della scrittura; infatti, questo libro nasce dalla necessità di far fronte proprio ad un’assenza: quella del padre.

Il lutto improvviso è pretesto narrativo per tentare di ricostruire la…

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I molti libri dentro “La bambina dei salti” di Edgar Borges

Una mia recensione al bellissimo libro “La bambina dei salti” edito da Musicaos di Edgar Borges

Zonadidisagio

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La bambina dei salti, “La niña del salto“, di Edgar Borges, scrittore di origine venezualana che dal 2007 vive in Spagna, è un libro e al tempo stesso molti libri. L’autore permette al lettore di scegliere il percorso da seguire, i corridoi della storia dove orientarsi.

La narrazione si svolge a Santolaya, il nome asturiano di Santa Eulalia, una piccola città con il suo municipio, la piazza la chiesa, il bar, un negozio di sartoria; l’archetipo di ogni possibile villaggio; un luogo che potrebbe appartenere a qualsiasi parte del pianeta, e che è attraversato e segnato in lungo, in largo, nel suo perimetro dai passi riluttanti o sognanti di Antonia, da quelli arroganti di Dicxon, da quelli anarchici, spiazzanti dei simulatori degli scrittori, dei divulgatori di poesia.

Il lettore può decidere di decifrare, o di godersi semplicemente i versi dei poeti, le citazioni tratte da romanzi, i riferimenti…

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Le parole di luce, terra e sangue di Carmen Yáñez

La mia recensione sulla raccolta di poesie “Migrazioni” di Carmen Yáñez per la rivista “Zona di disagio”

Zonadidisagio

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Sempre, la biografia di un autore si connette potentemente alla sua scrittura; questo vale di più per Carmen Yáñez, in quanto la sua vita e la sua arte parlano esattamente la stessa lingua.

Carmen è una poetessa, una performer, una cantadora, un’attivista politica; e tutti questi livelli interagiscono continuamente in lei; si rafforzano l’uno con l’altro.

Il motore che la spinge a scrivere e ad agire nel mondo è prestare la sua testimonianza, prendere posizione, rendere giustizia prima di tutto alla memoria dei fatti terribili accaduti in Cile a partire dall’11 settembre 1973 con il golpe di Pinochet, la morte di Allende, le oltre trentamila vittime del regime, i seicentomila torturati. Lei, giovane militante attiva del Partito Rivoluzionario Comunista viene sequestrata dalla DINA, la polizia segreta di Pinochet nel 1975, imprigionata nelle fauci di Villa Grimaldi e seviziata; miracolosamente ne esce viva, passa i successivi anni in clandestinità, finchè…

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“La forma delle cose”. I racconti di Truman Capote

Una mia recensione sui racconti del magnifico Truman Capote su “Zona di disagio”

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Spesso la grande narrazione nasce dal momento in cui il legame di umanità con le storie ascoltate, le situazioni vissute si è concluso. Isabel Allende ha quasi quarant’anni quando comincia il suo lavoro di scrittrice; è la morte di suo nonno (il tremendo e affascinante protagonista de “La casa degli spiriti”) che le permette di sceverare ciò che le serve dalla storia familiare. Gabriel García Márquez può terminare “Cent’anni di solitudine” perché nello spazio e nel tempo è remota, ormai, la magica infanzia a casa dei nonni; per questo è in grado di distillare, seduto allo scrittoio della casa che divide con l’amata moglie Mercedes e i figli, puro oro narrativo da quei ricordi. Paul Auster smette i panni piuttosto fragili di poeta e prende in mano il mestiere di romanziere, iniziando a scrivere “L’invenzione della solitudine”. E tutto comincia con la notizia della morte improvvisa del suo “ingombrante” e…

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La Libreria della Reggia di Colorno

E’ morto questo meraviglioso signore dei libri…in questo post una breve annotazione, un diario del giorno in cui l’ho incontrato., per ricordarlo.

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A Colorno ero arrivata sabato 2 settembre per vedere il Festival di Teatro di strada.
La mattina di domenica passeggiavo nei dintorni della Reggia, fra le bancarelle degli artigiani. Al banchetto degli specchi formati da forchette ritorte e vecchi orologi, ho conversato con un’elegante signora, che alla fine mi ha detto: io, ho comprato il mio libro. Il suo modo accurato di tenere il volumetto, il sorrisetto con cui me l’ha mostrato mi ha incuriosito.Mi ha indicato la libreria della Reggia.

Entrando nel grande portone, guardando sulla destra, l’epifania: metà della sagoma di un signore anziano, curvo, lentissimo, si intravedeva in una stanza in penombra, dalla porta di una vecchia libreria.

Dalla soglia potevo intravedere i libri ammassati uno sull’altro – se pure con garbo – come si usava una volta, prima che esistessero gli scaffali funzionali e asettici delle librerie moderne. Si capiva subito: quella era la libreria…

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Un’opera postuma di Maeve Brennan: La visitatrice

Una mia recensione su “La visitatrice” di Maeve Brennan su “Zona di disagio”

Zonadidisagio

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La visitatrice, romanzo breve di Maeve Brennan, è stato trovato nelle sue carte, negli archivi della Notre Dame University dell’Indiana, quattro anni dopo la sua morte.
La scrittrice è nata nel 1917 e si è spenta nel 1993; in vita ha pubblicato due raccolte di racconti. La visitatrice, sappiamo con certezza, è stata accantonata dalla sua autrice durante la metà degli anni Quaranta. Qualsiasi lettore che venga a sapere di un ritrovamento di un dattiloscritto postumo non può evitare di provare un brivido lungo la schiena, consapevole del fatto che l’opera ha corso il rischio di venire cestinata o seppellita in un archivio senza venire mai alla luce.

Maeve Brennan era una bellissima donna, molto elegante, irlandese di nascita e newyorchese d’adozione. Figlia di un ribelle, un militante irlandese che è in prigione quando lei è nata, approda con la famiglia in America quando il padre diventa il…

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“Incredibili vite nascoste nei libri” di Patrizia Caffiero. Presentazioni in Puglia dal 22 al 25 marzo 2018.

MUSICAOS EDITORE

“Incredibili vite nascoste nei libri” di Patrizia Caffiero

MANDURIA (TA) · giovedì 22 marzo 2018
Liceo “F. De Sanctis · G. Galilei” · 14.30h
(Manduria, Via Sorani)
Luciano Pagano, editore, dialoga con Patrizia Caffiero

CASARANO (LE) · venerdì 23 marzo 2018
“la soffitta senza tetto” · 18.30h
(Casarano, Via Piave, 4)
Luciano Pagano, editore, dialoga con Patrizia Caffiero
Letture a cura di Sandra Piceci

BRINDISI · sabato 24 marzo 2018
“Camera a Sud” · 17.30h
(Largo Otranto, 2)
Presenta Rosella Apruzzi, docente.
Interventi di Luciano Pagano, editore.

SUPERSANO (LE) · domenica 25 marzo 2018
“Mubo’s Cafè” di Franco Greco· 18.30h
(Piazza IV Novembre, 5)
nell’ambito della Rassegna “DomenicAl Mubo’s”
Luciano Pagano dialoga con Patrizia Caffiero

Giro di presentazioni in Puglia per Patrizia Caffiero e per la sua raccolta di racconti “Incredibili vite nascoste nei libri”, da poco uscita per Musicaos Editore. Giovedì 22 marzo, Patrizia Caffiero sarà ospite di…

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Presentazione di “Incredibili vite nascoste nei libri” al Fondo Verri

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Mercoledì 27 dicembre, dalle 19.30
Al Fondo Verri – via Santa Maria del Paradiso a Lecce – quarto appuntamento della rassegna “Le mani e l’ascolto”

Racconti, poesia e musica gli ingedienti della serata.
La scrittrice Patrizia Caffiero presenterà insieme al suo editore Luciano Pagano il suo libro “Incredibili vite nascoste nei libri” (Musicaos) e il chitarrista-poeta RafQ la sua silloge “Come gerbere arancioni – Poesie e stronzate a piazza Bologna”, Abac Edizioni.
Maddi, Zoubida, Nena, Vince, Laura, Ilaria, Sarah, Cloe, il Signore e la Signora Flick, Allegra, Maria, Jacopo, Filippo, sono i personaggi delle “incredibili vite nascoste nei libri”, raccolte nei racconti di Patrizia Caffiero. L’autrice è nata e vissuta a Lecce fino al 1996, si è trasferita prima a Ferrara, poi a Bologna e infine ad Anzola dell’Emilia dove ha “trovato” le sue radici: lavora dal 2006 per il Comune come addetta alla cultura e bibliotecaria. È laureata in Lettere e Filosofia (Università del Salento) con una laurea dal titolo “Pasolini e il Potere. Linee per un’interpretazione storico-politica.”

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“Come Gerbere Arancioni” è la prima raccolta di RafQu, all’anagrafe Raffaele Quarta, compositore, chitarrista e scrittore. Nasce in provincia di Brindisi nel 1985 e cresce a Monaco di Baviera. Nel 2013 pubblica il suo album “Homeless” che lo porta a suonare in gran parte dell’Europa e in Asia. Durante questo girovagare inizia a scrivere poesie. Attualmente studia Composizione presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. «Queste poesie, o semplicemente, come le ho sempre chiamate io, stronzate, sono un microcosmo fatto di ascolti, sguardi e mancanze. Nella mia vita, impegnata ad organizzare sogni, ho trovato del tempo per scrivere alcune mie illusioni a cui ho voluto dare una forma diversa, senza suoni, corde, chitarre o melodie.