Il Pianeta delle Occasioni Perdute al Salone Internazionale del Libro di Torino

Venerdì 15 ottobre alle 19 vi aspetto “in presenza” al Salone Internazionale del Libro di Torino – Stand Regione Puglia Pad. 3 R102/S102- accanto alla sala azzurra, con Paola Assom, filologa germanista, critica cinematografica e letteria, per presentare “Il Pianeta delle Occasioni Perdute”, Musicaos editore.


Ringrazio il mio editore, Musicaos, presente dal 14 al 18 ottobre al Salone con i suoi libri, per questa opportunità.

Per info sul mio libro vai al sito


Nuovi giorni

Amico, restiamo insieme a guardare
l’acino dell’uva buona caduto nella polvere
la felicità arresa
perduta per la strada
il cerchio che diventò metallo:
neppure due mani forti come l’oro
potevano riafferrare
la preda che aveva saltato il fosso
la memoria
gli anni del fiume
l’anello con la pietra che non sapevano
di possedere.


Un sorriso è l’arma
per proteggersi dalla morte di ogni cosa.
Gli uomini ricostruiranno il villaggio
spalla contro spalla, acerbi e vecchi
facendo leva con canne di bambù
nella fornace scalderanno i mattoni e i principi
del buon vivere.
La sera brinderanno con il vino dell’anno prima
la mattina ritroveranno il vigore,
crederanno nell’alba.

Il segreto

Il fiore sognato scalda la mattina
ha suonato per ore sulle palpebre chiuse
un contrabbasso.
Tu sei nata per svelare i segreti
per aprire le finestre sbarrate
cambiare l’aria della stanza
e i sentimenti dei reclusi.


Ma a metà del cammino l’ordine
è stato cambiato:
“Occorre apprendere su cosa tacere”.


Si tace sul lenzuolo steso sul letto
sulla striscia di luce apparsa sul muro
sui libri che resteranno senza padrone
sulla musica della notte.


Sorrideva riempiva tutti gli spazi
assegnava i compiti:
a cosa serve il pettine
la farina
chi brinderà con il calice
chi apparecchierà la tavola.


La piccola città è una soglia.
Nella città c’è un’antica dimora
con un portone di legno
in cima alla scala c’è un quadro
dove uno sconosciuto ha dipinto
la piccola città.


Le case si stringono
le une alle altre
si fanno forza gli alberi, il vecchio cortile.
La fontana, il pergolato, le tegole del tetto
si consolano a vicenda.


Nelle capitali dei poveri di spirito
nessuno insegna a ricordare cosa succede
quando si vola
e perché un fiore bianco non può fare a meno
di sorridere.

Il sorriso

Cammina per la città
con uno strano sorriso sulla faccia
se lo cerchi, lo trovi senza sbagliare
mentre aiuta qualcuno
consola un altro, spegne una lite
scioglie i nodi
pulisce la strada
dalla menzogna e dai chiodi.


Chiedono a Tom
qual è il motivo della sua gioia
“Quali sono i tuoi problemi, amico?
Non vedi il colore grigio sporco dei marciapiedi
la catena degli uomini in fabbrica
non ti spaccano i timpani le urla dei bambini malati
tu sorridi, sorridi
come se camminassi per sempre su un tappeto rosso.


Mentre noi navighiamo nello stesso inferno
tu sembri planare lontano dal suolo
svagato, come se qualcosa di importante che tu conosci, e soltanto tu
ti illuminasse dentro come una fornace”.


Non risponde Tom, non accade mai
non spiega niente
non è il suo mestiere
ma se ti fermi una mattina sulla strada principale
e ti capita di incontrarlo
mentre ascolta un pezzo di Beethoven
al suo auricolare
lui spalanca gli occhi già grandi e cigliati
e ti indica il cielo.

La casa solitaria

La casa giace là, essenziale
rigorosa, autentica
finché non ti ricordi
che gli incendi infestano i deserti
figurati un bosco


dove la casa se ne sta, piccola, quattro muri, una finestra
tre chicchere, due bicchieri – uno rovesciato ad asciugare
sulla tovaglia


ma tu non cammini sui sentieri che portano alla casa
solo su quelli che costeggiano la casa
sorvegli i sempreverdi
canti di qua, di là
scansi la cavedagna con i pioppi sui lati
che corre come una cavalletta fino alla porta di legno


però ci pensi
stai pensando alla porta piccola, con la toppa silenziosa
tu ne hai la chiave.


la casa non si muove, non ti sbagli
dal tetto guarda il fiume
aspetta, si rassegna
la latta con i papaveri e le spighe
sul comodino
le quattro assi del letto
resta quieta


giochi al non fare visita alla casa
potrebbe crollare la montagna
precipitarla
se cadessero rane dal cielo?
e poi
potresti sparire proprio tu, almeno in apparenza
potreste svanire tutte e due


ci ritroveremo di là
sentenzi, certa, chiara
e così ti concedi di non andare nella casa
ma ti avvicini, dentro e fuori dalla mappa


Ciò che importa è che ci sia stata
la casa bianca, le quattro sedie di paglia
dentro la culla degli alberi e acqua
mentre giri con le farfalle e la notte
lei si ostina a reggersi sulle sue gambe
continuerà
senza limiti, su e giù
a spezzare il pane, offrirti la minestra
nelle direzioni impossibili
del tempo
che per fortuna a noi
fratelli, sorelle,
ci furono rivelate.

Amore nel futuro


Non scordi, caro fantasma
di segnare punto con la tua presenza.
Senza mani, né voce
non manchi di carattere.
Assomigli a quel passante
alto e magnifico
che ti volta le spalle:
lo inseguo, allungando il passo
fino al bivio fra le strade.
Per non dimenticarti
scelgo quella con i fiori rosa.
Da una finestra aperta
il canto di una donna.
“Riconosci il primo segnale:
non smettere di seguirlo”.
Mi fermo all’arrivo del temporale
scettica sul bordo
del finale del libro
che sto leggendo
aspettandoti.

Uno

Scòstati da terra
dalla polvere delle cose facili
alzati in piedi
con gli occhi chiusi
il lago dell’ontano vedrai
del vecchio salice piangente.


Rivedo la ninfea bianca
questa è la nostra casa
l’origine delle stelle
l’accampamento
il riparo
l’integrità delle giunture
delle foglie
dei buoni propositi.


Non so più dove finisce e inizia
il tuo corpo
se è vestito di luce
o d’acqua
“Sono troppo vicino
a tutto, senza prima o dopo”
dice l’angelo dell’azzurro.
“Io resto qui”.

Il Pianeta delle Occasioni Perdute, Musicaos editore

Da pochi giorni è uscito il mio nuovo libro di racconti per Musicaos Editore. Ho cominciato a scriverlo nell’agosto 2019 e l’ho terminato nel 2020. L’ambientazione è lo spazio galattico immaginato fra circa 3000 anni. L’ipotesi futuristica si concentra intorno a un unico concetto base: i terrestri (solo i terrestri, non gli alieni) potranno recarsi in una galassia vicina, viaggiando su una nastronave, per approdare sul Pianeta delle Occasioni perdute e recuperare la loro integrità. Non ci sono limiti spazio temporali per rinvenire l’oggetto, la persona amata, ciò che un’anima ferita reclama per sentirsi di nuovo in linea con il proprio sé. Per scriverlo ho dovuto setacciare in fondo ai miei ricordi per “utilizzare” un paio delle mie occasioni perse, e ho chiesto ai miei amici, e persino a qualche passante, quale fosse la loro. Leggete questi racconti, affidatevi alla narrazione. Incontrete più volte i miei personaggi preferiti. Per descrivere l’indescrivibile ho usato termini inventati. Buon viaggio nelle Galassie Cantanti, alla volta della teratopoli di Iris, nel grande Pianeta delle Occasioni Perdute.

Lo troverete in vendita online dappertutto e potete ordinarlo in qualsiasi libreria.

Per esempio, potrete acquistarlo qui

I legami

Ragionevolmente, sono fuggita
me ne andai in cima alla montagna del continente
più grande
portando un lenzuolo annodato al collo
centomila tappeti distesi fra me e la casa
un milione di passi fra me e la porta di noce
venti milioni di stelle diverse sopra il cammino


la famiglia restò muta
senza crescere
di cristallo, leggera
senza aspettarmi, inconsolata
dentro la conchiglia una voce rideva
della mia inesperienza


sul monte affannata sulla cima della montagna
arrivai da sola
del continente più esteso e più lontano.
Trovai una grande pietra rovesciata.


La famiglia era là
i personaggi di terracotta più alti splendevano
io ero uno dei personaggi
dentro la storia dentro la cornice
abitata da lei


nessuno può correre lontano da casa
la famiglia è dentro il corpo
il motore che ci muove
vecchia quercia
sole orizzontale.

Pensare il fuoco

Cosa accade se due paia d’occhi
si riconoscono gemelli
parlare d’altro dicendo qualcosa
che riguarda la fiamma, l’assenza del tempo
curvare la metafora senza pensarla prima, né dopo
la vita nei gesti
quell’affondo fra realtà materiale e cielo, ma di carne
inventarsi uno sfondo nuovo, spegnere l’euforia
che genera la fretta, affidarsi al caso
ma con tutta la vostra volontà che non sa più
con che santo indignarsi, perché
tutto è da incominciare, ti stanno chiamando
pronuncia il nome tuo l’eternità
chiama la vita: non c’è altro da fare
che rispondere:
“presente”.